Ignazio Porro: primo prisma al mondo, Francia, 1848

Ignazio Porro: primo prisma al mondo, Francia, 1848

Si tratta del primo prototipo di strumento ottico al mondo sul quale venne installato per la prima volta il prisma: all'interno di questo strumento infatti, sono alloggiati 2 tra i primi prismi realizzati nel 1848 dal loro inventore Ignazio Paolo Porro.

Utilizzando per la prima volta il prisma su questo strumento, anch'esso da lui inventato e denominato Longue-Vue "Cornet" (per la forma simile ad un cornetto acustico), Ignazio Porro diede vita anche al primo e più piccolo Cannocchiale Militare al mondo a sistema di raddrizzamento delle immagini a prisma a visione diretta, mediante il quale poter rilevare la distanza telemetrica stimata che intercorreva tra l'osservatore e il bersaglio. Nacque così il primo prototipo di "Cannocchiale Biprismatico Anallattico Telemetrico Militare".

Infatti attraverso i due "reticoli a capello", presenti all'interno dell'oculare, si potevano ottenere direttamente, senza calcoli complementari, misurazioni da "0" a "100" metri se si considerava il reticolo più ampio, e da "0" a "300" metri se si utilizzava il reticolo più stretto. A fronte di ciò Ignazio Porro, per sintetizzare il principio di funzionamento del distanziometro ottico, applicò sul corpo del Longue Vue "Cornet" un cartiglio sul quale ebbe cura di riportare chiare informazioni grafiche e numeriche utili per una corretta lettura delle altezze e delle distanze.

A testimonianza che questo prototipo fu una delle sue prime sperimentazioni, è la mancanza di un terzo elemento "capello reticolare", interposto nella misurazione compresa tra "0" e "100", il quale Porro ebbe intuizione d'inserire solo successivamente nel modello prodotto ufficialmente e commercializzato a partire dal 1850 sotto il marchio "Cabinet Technomathique", nome della sua prima azienda situata in Rue Babylon 48 a Parigi. Questo reticolo andava a migliorare ulteriormente la precisione nella lettura delle altezze e delle distanze e fa comprendere come il Porro continuò a lavorare negli anni su questo progetto: tra la creazione del prisma e congiunta invenzione di questo Longue Vue "Cornet", rispetto alla sua commercializzazione infatti, passarono oltre due anni.

Infatti è fondamentale considerare che Ignazio Paolo Porro si trasferì a Parigi nel 1847 e lì, con l'aiuto finanziario del conte Eugène Panon Desbassayns de Richemont, aprì nel 1848 la sua attività denominata "Cabinet Technomathique" sita in Rue Babylon 48. Ignazio Porro, nel suo "Cabinet Technomathique", si limitò a produrre straordinari strumenti innovativi quasi esclusivamente a livello di prototipi o archetipi. Tra questi vi fu appunto anche il prisma, il quale inventò intorno al 1848 circa e convogliò questa sua invenzione in un'altra sua geniale creazione ovvero il "sistema di raddrizzamento delle immagini con prisma a visione diretta" di cui ottenne il "Brevetto" (in Francia nel 1854 ed in Inghilterra nel 1855) il quale gli conferì il diritto esclusivo di sfruttare l'invenzione per un periodo di tempo limitato di 15 anni.

Tale procedura altresì, a tutela della sua invenzione, è probabile che fosse stata avviata da Ignazio Porro già nel 1849 in quanto fu pubblicato, il 4 Maggio 1850 sulla rivista francese "L'Illustration", il funzionamento del prisma e del relativo sistema di raddrizzamento delle immagini attraverso 2 prismi a visione diretta utilizzati sul Longue Vue "Cornet".

A differenza di questo prototipo infatti, tutti i Longue Vue "Cornet" prodotti a partire dal 1850 e commercializzati nel suo "Cabinet Technomathique" sito in Rue de Babylone 48 e acquistabili anche dal rivenditore MM. Lerebours et Secretan situato in Place du Port-Neuf 13 all'esorbitante costo di 150 Franchi, riportano sul "cartiglio" la dicitura "Déposé" ovvero "Depositato", attestazione la quale conferisce il "diritto di precedenza" dell'invenzione ad Ignazio Porro e testimonia che fu da lui avviato, attraverso la presentazione di una domanda all'ufficio competente, l'iter per la protezione dell'invenzione. Altresì, per potersi avvalere dell'attestazione "Breveté" ed ottenere il "brevetto", non era ancora trascorso il tempo utile previsto di circa 2-4 anni necessario allo svolgimento della procedura istruttoria, tecnico e burocratica.

Questo archetipo Longue-Vue "Cornet" inoltre, a differenza degli esemplari prodotti e commercializzati dal Porro a partire dal 1850 a marchio "Cabinet Technomatique", è dotato di un piccolo sportellino in legno estraibile ad "unghia", con sede ad incastro, il quale rimuovendolo permetteva a Ignazio Porro di estrarre uno dei 2 prismi collocati nell'apposito alloggio. Questa peculiarità, riservata da Porro solo a questo esemplare, era certamente determinata a voler fare visionare le significative caratteristiche costruttive della sua rivoluzionaria invenzione applicate su questo piccolo strumento ottico.

Oltreciò, questo è l'unico esemplare riscontrabile di Longue-Vue "Cornet" ad essere stato realizzato con il corpo completamente in legno ed a riportare il solo "marchio" della sua personale "firma a punzone" ovvero "P.I. Porro".

Tutti gli esemplari prodotti e commercializzati a partire dal 1850 infatti riportano congiuntamente, oltre alla "firma punzone", anche il marchio "Cabinet Technomatique" in concomitanza anche del nome dato a questo modello, ovvero Longue Vue "Cornet Porro".

Non solo: essi furono tutti realizzati con il corpo completamente in ottone rivestito in pelle e non permettevano l'accesso ai prismi, se non con lo smontaggio completo di tutte le sue parti ed inoltre su questo esemplare non si riscontrano numeri di serie o di produzione.

Nel 1854 Ignazio Porro, dopo 6 anni di attività, cambiò il nome della sua azienda da "Cabinet Technomathique" a "Institut Technomatique Porro a Paris". Fu allora che decise di creare un prototipo evolutivo del suo Longue-Vue "Cornet" il quale, oltre alle dimensioni maggiorate, fosse più raffinato e rivolto maggiormente al mercato civile: https://historicacollectibles.com/binocoli-e-teles...

Tuttavia questo progetto rimase solo allo stato di archetipo/prototipo in quanto, la continua necessità di voler perfezionare questo strumento denominato "Longue Vue Cornet", portò Ignazio Porro già nel 1855 a creare una versione ancora più evoluta ed esclusiva, in avorio, denominata "Lorgnon Longue Vue Napoleon III" la quale fu presentata il 22 febbraio a Napoleone III. L'imperatore apprezzò molto questa versione di "Cannocchiale Biprismatico Anallattico Militare" tanto da permettere ad Ignazio Porro di continuare a definirlo "Lorgnon Longue Vue Napoleone III". Nello stesso anno, Ignazio Porro, ricevette anche la medaglia di seconda classe in occasione dell'Esposizione Internazionale tenutasi a Parigi e iniziò a produrre questa nuova versione denominata "Lorgnon Longue Vue Napoleon III", impiegando ovviamente materiali più idonei ad un uso continuativo nell'impiego militare rispetto all'avorio, il quale fu ampiamente utilizzato dagli Ufficiali dell'Esercito Francese durante la "Campagna d'Italia" del 1859 o meglio denominata "seconda guerra d'indipendenza": https://historicacollectibles.com/binocoli-e-teles...

A differenza del Longue Vue "Cornet", sul "Lorgnon Longue Vue Napoleon III" la dicitura "Déposé" fu sostituita da "Brevetè" ovvero "brevettato", a prova del fatto che, tra il "deposito della domanda" ed "accezione del brevetto" del prisma e del relativo sistema di raddrizzamento delle immagini attraverso 2 prismi, intercorsero alcuni anni.

L'importanza combinata dell'invenzione del prisma unitamente a quella di questo "Longue Vue "Cornet", il quale considera il primo sistema al mondo di raddrizzamento delle immagini a prisma a visione diretta, fu talmente significativa da attirare l'interesse di un'altro grande produttore dell'epoca: J. G. Hofmann. Infatti, compresa l'importanza ottico-scientifica e la potenzialità economica di questo strumento, Hofmann mise in produzione nel 1858, ben 8 anni dopo la commercializzazione del "Longue Vue "Cornet" e addirittura 10 anni dopo la realizzazione da parte di Ignazio Porro di questo prototipo, uno strumento praticamente identico denominandolo "Distanzschätzer", il quale J.G. Hofmann fece pubblicare anche in una sua celebre locandina pubblicitaria.

J.G. Hofmann, non solo non ritenne opportuno apportare alcuna modifica estetica rispetto al modello inventato da Ignazio Porro, ma si avvalè anche del suo brevetto in quanto, tutti i suoi "Distanzschätzer", impiegano lo stesso sistema di raddrizzamento delle immagini mediante 2 prismi ed alcuni riportano anche il marchio "SGDC Breveté".

Altresì, per comprendere al meglio la grandezza e la genialità di Ignazio Porro con l'intuizione del prisma, la quale cambiò radicalmente il settore ottico, va tenuto conto che un'altro esponente massimo in campo ottico-scientifico, quale Ernst Abbe, tentò di brevettare un binocolo dotato del sistema di raddrizzamento del prisma soltanto nel 1893, ben 55 anni dopo. Il fisico tedesco rimase enormemente sorpreso nello scoprire che qualcun altro aveva inventato e brevettato il prisma decenni prima. Nonostante il suo intenso lavoro nel campo dell'ottica, Abbe ammise di non aver mai sentito parlare dell'inventore Ignazio Porro. Ciò ci fornisce, oltre le sfavorevoli vicissitudini che il Porro incontrò nell'arco della sua intensa vita, anche un'indicazione significativa dei sistemi ancora scarsi e male gestiti di comunicazione e divulgazione scientifica di allora per poter attingere informazioni e nuove scoperte scientifiche.

Si stima che Ignazio Porro produsse pochissimi Longue-Vue "Cornet" i quali, ad oggi, risultano quasi inesistenti salvo alcune eccezioni conservate nei più importanti musei al mondo.

Archetipo/Prototipo della prima ottica prismatica al mondo.


Referenze:

National Museum of America History - Accession Number: 1986.0465 (https://americanhistory.si.edu/collections/object/...)

Monocular.info: https://monocular.info/history/mono-history2.htm

Deutsches Museum Munich: CC BY-SA 4.0 (https://air.unimi.it/retrieve/f9b7ac60-c917-4ead-8...)

Longue-vue "Cornet" by Porro Ignazio, 1854 circa: Digital Archives of the Deutsches Museum, Inventory No. 5891

ETH-Bibliothek Zürich - Rar 15069: (https://doi.org/10.3931/e-rara-107760)

Armeemuseum: (https://www.armeemuseum.ch/wp-content/uploads/2019...)

L’illustration: journal universel XV (4 May 1850) Pagina 288: (https://archive.org/details/lillustrationjou05pari...) oppure (https://dn790003.ca.archive.org/0/items/lillustrat...)

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