Grande Telescopio Rifrattore con cercatore e treppiede da tavolo, completamente nichelato, costruito dall'Ottico Luigi Filagrana-Bologna per essere donato al Re d'Italia Umberto I di Savoia e consorte Regina Margherita, in occasione del loro viaggio di nozze attraverso le città d'Italia tra le quali, appunto, Bologna nel mese di Novembre del 1878. Sul grande copri lente obiettivo infatti, il Filagrana ebbe cura di riportare finemente inciso e smaltato, il reale monogramma coronato con le iniziali del Re d'Italia Umberto I di Savoia e congiuntamente della consorte Regina Margherita. Come riportato da alcuni giornali dell'epoca, i sovrani fecero tappa a Bologna, ed il Comune offrì loro un pranzo assieme a sessanta persone di riguardo, tra le quali probabilmente era presente anche il rinomato Ottico Luigi Filagrana, il quale volle fargli dono di una sua esclusiva creazione.
La lunghezza totale del telescopio è di 153 cm ed è completamente funzionante. Include anche un filtro oculare originale scuro per il sole.
Umberto I e Margherita di Savoia sono ospiti a Bologna durante il loro viaggio di nozze attraverso le città italiane.
All'arrivo alla stazione, nel pomeriggio del 5 novembre, il Re passa in rivista le Associazioni operaie (42) con i loro stendardi. In città "le Loro Maestà" sono accolte da un’ “imponente massa di popolo” che li accompagna verso piazza Maggiore.
“I balconi sono tutti pavesati, le strade adorne con antenne, stendardi e festoni”. Bande musicali percorrono le vie illuminate da fiaccole, seguite da una folla festante.
Il Comune offre ai sovrani un pranzo assieme a sessanta persone di riguardo. Nel menù non vi sono né piatti né vini regionali: si va dalla trota alla cotoletta ai funghi, dal punch alla romana alla torta alla viennese; vini francesi, tra i quali lo champagne.
Una parte della popolazione mostra una certa indifferenza per la presenza dei Reali, indifferenza che talvolta sfiora l'ostilità. Il cardinale Arcivescovo Parocchi è accusato di essersi intenzionalmente assentato dalla città per non incontrarsi con loro.
La libreria Zanichelli al Pavaglione è una delle poche botteghe ad esporre il tricolore, sfidando eventuali malintenzionati a sfogare, "con tutta facilità", il loro malcontento.
Negli ambienti della sinistra più radicale fa scandalo l'ode dedicata da Carducci Alla Regina d’Italia. Il poeta delle Odi barbare sembra stregato dalla giovane sovrana "spiccante mite in bianco, bionda e gemmata".
Arcangelo Ghisleri (1855-1938) si chiede ironicamente sulle pagine della “Rivista Repubblicana” se il cantore di Satana non si sia per caso fatto frate:
"In fila col Carducci, che c'insegna la Salve Regina, mettiamoci in processione tutti quanti dietro la carrozza reale. È la nuova via del paradiso".
Il poeta risponderà alle accuse scrivendo nel 1882 Eterno feminino regale, in cui identificherà in Margherita l’ideale femminile.
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