"Triaca Magna", Contenitore in Bronzo, Venezia, XIV-XV Secolo

"Triaca Magna", Contenitore in Bronzo, Venezia, XIV-XV Secolo

Contenitore in bronzo piombato, riferibile all’ambito veneziano e databile tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo, originariamente destinato a contenere l’elettuario denominato Triaca Magna, uno dei medicamenti più antichi e celebri nella storia della farmacologia.

Il corpo del recipiente, di forma rotondeggiante, conforme alla tipologia diffusa tra il XII e il XIV secolo presso le botteghe degli speziali — ovvero laboratori deputati alla preparazione di rimedi a base naturale — è decorato a tutto tondo da iscrizioni in caratteri gotici "a rilievo", le quali identificano il contenuto originario come “Triaca Magna”. Le parole Triaca e Magna risultano separate da due croci; tale elemento, pur non attestando un rapporto dottrinale diretto con il Cristianesimo, riflette la compenetrazione tra medicina popolare, dimensione devozionale e pratiche alchemico-religiose.

Il coperchio presenta, al centro, un leone accovacciato, reso ad altorilievo mediante accurata cesellatura, con la coda avvolta attorno al corpo o "coda che cinge il corpo". Tale iconografia è riconducibile alle raffigurazioni e sculture marmoree tardo-romaniche e medievali, in particolare ai leoni stilofori diffusi ampiamente nell’architettura cattedrale dell’Italia del nord tra il XIII ed il XV secolo. La superficie del coperchio è inoltre ornata da motivi floreali di gusto veneziano, eseguiti mediante tecnica di scalpellatura.

L’interno del contenitore e del relativo coperchio risultano rivestiti in piombo, secondo una prassi già nota nel periodo, volta a evitare che il contatto diretto tra sostanze organiche e leghe di rame potesse generare effetti tossici. Si rileva, inoltre, la presenza di un ulteriore strato isolante, verosimilmente applicato sia per compensare fenomeni di deterioramento della piombatura, sia per garantire una maggiore protezione del contenuto.

Le dimensioni relativamente ridotte del manufatto inducono a ipotizzarne un utilizzo in ambito privato, probabilmente destinato a una famiglia di elevato rango sociale, a differenza dei contenitori di maggiori dimensioni impiegati nelle spezierie per la distribuzione su più ampia scala.

Misure: diametro cm 14,5 e altezza cm 12.


Cosa era la Triaca Magna?

Essa fu probabilmente il medicamento più famoso della storia dei farmaci e ha dominato per più di mille anni la scena medico-farmaceutica. Era come una panacea, dal rimedio infallibile, in breve era la regina degli antidoti. La sua origine è fatta risalire a Crateva, medico di Mitridate VI re del Ponto (ca. 132- 63 a.C.), che usava assumere veleni a dosi sufficienti a garantirsi l'immunità da eventuali attentati nemici contro l'avvelenamento. Quando si rovesciarono le sue sorti, l'immunità che aveva acquisito gli impedì il suicidio col veleno che aveva somministrato anche alle figlie e fu costretto ad uccidersi con la spada dopo aver assistito alla loro morte. La storia contribuì alla fama del "mitridato", come si chiamava l'antidoto che da lui assunse il nome. Venne modificato da Andromaco, medico di Nerone (54-68 d.C.), e lo chiamò teriaca, dal greco thḗroin, bestia selvatica, in quanto antidoto contro i morsi velenosi. L'ingrediente principale era la carne di vipera (insieme ad altri 50/60 ingredienti) nella convinzione che l'animale conservasse anche l'antidoto oltre al veleno. La Triaca fu trasmessa in tutti i ricettari fino all'Ottocento.


Referenze:

Distilling.- Brunschwig (Hieronymus) Liber de arte Distillandi de Compositis, first edition of the so-called 'Grosses Destillierbuch', Strassburg, Johann Gruninger, 1512.

"Buch des Lebens" (Libro della vita), di Marsilio Ficino (1433 - 1499), edizione tedesca Strasburgo (Dott. Hieronymus Brunschwig), Germania, 1531.

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