Il Carl Zeiss Jena Delfortem 15×60 rappresenta uno dei più importanti binocoli grandangolari ad alte prestazioni sviluppati dalla Zeiss alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Progettato come modello civile di fascia superiore, adotta la classica configurazione a prismi di Porro I ed è caratterizzato da un ingrandimento di 15x abbinato a grandi obiettivi da 60 mm. Con queste caratteristiche era il più grande binocolo Porro I presente nel programma civile Zeiss dell'epoca e costituiva uno strumento destinato soprattutto all'osservazione a lunga distanza.
L'elemento tecnicamente più interessante del Delfortem è la combinazione tra l'elevato ingrandimento e un campo visivo soggettivo di circa 70°, valore particolarmente ampio per un 15×. Il modello appartiene infatti alla serie dei grandi binocoli grandangolari Zeiss degli anni Trenta, sviluppata anche attraverso strumenti come i Deltar e Deltarem 8×40. Il Delfortem applicava questa filosofia progettuale a un binocolo di potenza e apertura nettamente superiori, offrendo un'immagine apparentemente molto estesa nonostante il forte ingrandimento.
La documentazione di fabbrica mostra una storia produttiva piuttosto insolita. Una prima serie di 500 esemplari fu commissionata nel settembre 1937, mentre un rarissimo prospetto Zeiss T 637 dell'ottobre 1938 documenta specificamente il Delfortem 15×60. Nel dicembre 1938 compare un'ulteriore serie di soli sei esemplari, mentre una produzione prevista per il 1939 venne successivamente cancellata. Il modello continuò tuttavia a comparire nella documentazione Zeiss: nel prospetto T 700 del 1941 veniva ancora presentato come una novità ed era presente anche nel listino destinato alla Svizzera del 1943. Un ultimo esemplare risulta inoltre completato nel maggio 1945, probabilmente durante il periodo dell'occupazione americana di Jena.
Gli esemplari esaminati risultano privi di trattamento antiriflesso e alcuni presentano caratteristiche che fanno pensare a un possibile utilizzo militare. Una fotografia della Seconda guerra mondiale mostra infatti un marinaio della Kriegsmarine a bordo di uno Schnellboot mentre utilizza un grande binocolo Porro I molto simile al Delfortem; l'identificazione, tuttavia, rimane ipotetica e non può essere considerata definitiva.
Il Delfortem 15×60 fu quindi uno strumento tecnicamente molto ambizioso ma scarsamente diffuso. Le notevoli dimensioni, il prezzo elevato, la commercializzazione poco prima dello scoppio della guerra e una promozione apparentemente limitata ne impedirono una produzione su larga scala. Proprio per queste ragioni è oggi considerato una delle grandi rarità della produzione Zeiss Jena d'anteguerra, nonché uno degli ultimi esempi dell'evoluzione dei binocoli civili Porro I grandangolari ad alte prestazioni sviluppati dalla casa tedesca, prima della seconda guerra mondiale.
La visione risulta chiara e luminosa, nonostante le lenti obiettive presentino una lieve maculatura residua, riconducibile alla precedente presenza di muffa, che è stata comunque rimossa professionalmente.
È dotato della sua originale custodia marcata Carl Zeiss Jena.
Referenza:
Zeiss Handferngläser 1919-1946 di Hans T Seeger: Delfortem 15x60 Pag. 186, 187 e 188.
La Carl Zeiss prende il nome dal suo fondatore, Carl Zeiss, che il 17 Novembre 1846 scelse come sede della sua fabbrica di apparecchi ottici di precisione la piccola città di Jena, nella Turingia.
Grazie al severo controllo di qualità che Carl Zeiss impose ai suoi prodotti, arrivando personalmente a distruggere i microscopi che non passavano i test, la neonata Zeiss divenne fornitrice ufficiale dell'Università di Jena e ricevette nel 1861 la medaglia d'oro dell'esposizione industriale della Turingia come migliore strumento per la ricerca prodotto in Germania, assegnato al microscopio Stand I del 1857.
Nel 1866 venne prodotto il millesimo microscopio e il nome Zeiss divenne conosciuto in tutti i circoli scientifici europei. Grazie agli studi sul prisma di Porro, nel 1893 Abbe brevettò un binocolo a doppio prisma, che accentuava la percezione della profondità.
La produzione in massa di binocoli Zeiss iniziò nel 1894, già agli inizi del Novecento ne furono realizzati più di 30.000, agli inizi della prima guerra mondiale la quota era salita a 500.000 e, alla fine della seconda guerra mondiale, furono prodotti ben 2.260.000 binocoli per il mercato civile e militare. Furono realizzati modelli a partire dal 4x11 mm al 12x40 mm, fino ad arrivare a veri giganti come l'80 mm e il 100 mm. Grazie agli studi condotti sulla percezione della luce in situazioni di scarsa luminosità, venne dimostrato che la dilatazione media della pupilla in un adulto è di circa 7 mm.
Per questo motivo fu introdotto nel 1910 il modello 7x50 mm, rimasto sul mercato fino al 1917 con poche modifiche sui materiali utilizzati. Nel 1926 in seguito alla crisi post bellica della prima guerra mondiale con il trattato di Versailles che mandò in fallimento molte e importanti aziende tedesche La Zeiss acquistò la "C.P. GOERZ" e fondò nel 1926 la Zeiss Ikon.
Nel 1937 la Zeiss aveva contatti commerciali e stabilimenti sparsi in più di 29 nazioni nel mondo.
Dal '33 la Zeiss acquistò interesse da parte del regime nazista, che bilanciò la produzione verso gli strumenti militari. Produsse con successo binocoli con ottiche grandangolari per uso militare, sistemi ottici resistenti alla pressione per gli U-Boot, binocoli a periscopio per il puntamento dei carri armati. Inoltre macchine fotografiche Zeiss furono montate sulle V2 per operazioni di telerilevamento delle coste inglesi.
Il 1º Novembre 1935 la Zeiss, nella figura di Alexander Smakula, brevettò un procedimento per il trattamento dei vetri ottici dallo straordinario risultato in termini di trasmissione della luce. Rimasto segreto militare fino al 1939 fu adottato sui binocoli per ridurre le immagini fantasma e le riflessioni interne.
Durante la seconda guerra mondiale, numerosi furono i bombardamenti contro le fabbriche Zeiss. Jena venne bombardata diverse volte dagli Alleati a partire dal 1944. Stoccarda venne rasa al suolo, anche se la fabbrica della Contessa-Nettel subì pochi danni. Il bombardamento di Dresda, oltre a devastare la città, provocò danni notevoli anche alla sede della Zeiss Ikon.
Il 13 Aprile 1945 le forze militari americane entrarono a Jena, sorprendendosi di come i bombardamenti non avessero provocato danni importanti. Il planetario principale era in rovina, mentre le fabbriche rimasero operative.