Binocolo Leitz 7xL50,4 - 105=6°, Kaiserliche Marine, circa 1917

Binocolo Leitz 7xL50,4 - 105=6°, Kaiserliche Marine, circa 1917

Il binocolo Ernst Leitz Wetzlar 7×50 L50,4 è un raro e affascinante strumento ottico militare tedesco risalente al periodo della Prima Guerra Mondiale, prodotto dalla prestigiosa azienda Ernst Leitz di Wetzlar e destinato all'impiego navale, quale dotazione per ufficiali, osservatori e comandanti della Marina Imperiale Tedesca (Kaiserliche Marine).

Questo modello rappresenta un'importante testimonianza dell'evoluzione tecnologica dell'ottica militare dei primi del Novecento, distinguendosi per la qualità della costruzione, la robustezza meccanica e le notevoli prestazioni ottiche per l'epoca. Dotato di 7 ingrandimenti e obiettivi da 50 mm, utilizza un sistema ottico a prismi Porro II, progettato per garantire immagini luminose, buona definizione e un ampio campo visivo, caratteristiche particolarmente apprezzate nelle osservazioni marittime e nelle condizioni di illuminazione ridotta, come all'alba, al tramonto o durante la navigazione. La generosa pupilla d'uscita di circa 7,1 mm favorisce la luminosità dell'immagine, mentre il moderato ingrandimento consente un'osservazione relativamente stabile anche a bordo delle unità navali. La marcatura originale 7× L50,4 105=6°, presente su alcuni esemplari, identifica una configurazione con campo visivo di circa 105 metri a 1.000 metri di distanza, corrispondente a un'ampiezza angolare di circa 6 gradi ed una luminosità L50,4 (dove L sta per Lichtstärke, intensità luminosa), mentre sul tubo paraluce estraibile della lente obiettiva sinistra, è presente la sigla E = 9,5 X G., dove ancora oggi il suo significato rimane sconosciuto. Possiamo ipotizzare che possa far riferimento a un sistema di calcolo della distanza, dove "E" sta per Entfernung (distanza in tedesco), G = Gesichtsfeld (ampiezza del campo visivo, espressa in metri alla distanza dell'oggetto) e 9,5 coefficiente ricavato dal campo visivo del binocolo. Il numero deriva infatti da 1.000 ÷ 105 ≈ 9,52, dove 105 metri è il campo visivo a 1.000 metri. Servirebbe quindi a stimare la distanza di una nave conoscendone le dimensioni e valutando quanto spazio occupa nel campo visivo.

Questa spiegazione è matematicamente coerente, ma il significato storico esatto dell'incisione non è ancora definitivamente documentato. Anche alcuni studiosi e collezionisti di ottiche militari ne hanno discusso.

Il sistema di collimazione è a dir poco complesso nella sua concezione, ma al tempo stesso semplice e geniale nel funzionamento. I prismi sono appoggiati e saldamente fissati a una struttura interamente realizzata in lega di alluminio, dotata, alle quattro estremità, di viti di regolazione con estremità a perno, che trovano i rispettivi punti di appoggio sulla base del binocolo e sulla sottopiastra oculare. La particolarità di questo sistema risiede nella possibilità di intervenire direttamente sulla collimazione senza dover smontare l'intero gruppo ottico. È infatti sufficiente rimuovere le quattro piccole viti centrali, situate in prossimità delle viti principali che fissano la piastra al corpo del binocolo, per accedere alle viti di regolazione interne. Ruotando queste ultime in senso orario o antiorario, è possibile modificare con precisione l'inclinazione dell'intero gruppo prismatico, correggendo così l'allineamento ottico del binocolo. Una soluzione meccanica estremamente ingegnosa, che unisce solidità strutturale, precisione di regolazione e una sorprendente semplicità d'intervento. Questo sistema fu tuttavia presto abbandonato a causa dell’elevata complessità tecnica e degli ingenti costi di produzione. Sembra infatti che questo sistema sia stato adottato soltanto su un altro modello realizzato da Leitz nello stesso periodo.

La costruzione presenta le caratteristiche tipiche della produzione Leitz dell'epoca, con struttura metallica robusta, accurata lavorazione dei componenti e soluzioni ottiche e meccaniche concepite per un utilizzo professionale in ambienti ostili. Gli esemplari destinati alla Marina Imperiale possono presentare particolari marcature di accettazione, tra cui la corona imperiale sovrastante la lettera M, elemento di notevole interesse storico e collezionistico ed il numero di assegnazione militare. Il Leitz 7×50 di questo periodo costituisce oggi un importante oggetto da collezione, ricercato dagli appassionati di ottica storica, militaria e strumenti navali per la sua rarità, il prestigio del costruttore e il legame con la storia marittima tedesca della Grande Guerra. Uno strumento che unisce valore storico, qualità ottica e raffinatezza meccanica, espressione dell'eccellenza raggiunta dall'industria ottica tedesca agli inizi del XX secolo.

L'esemplare è corredato di tutti i cinghiaggi in cuoio per la tracolla, del Benutzer originale in metallo pesante e della custodia metallica di colore verde, accessori che contribuiscono a valorizzare ulteriormente l'insieme sotto il profilo storico e collezionistico. La dotazione prevedeva inoltre gli appositi filtri, purtroppo mancanti. La presenza degli accessori superstiti, in particolare della custodia metallica costituisce un elemento di particolare interesse, considerando la difficoltà di reperire oggi strumenti militari di quest'epoca accompagnati da una dotazione così articolata.

Il tutto si trova in uno stato di funzionamento ottimale e la visione è ottima.


Storia della Ernst Leitz:
Originariamente chiamato Optisches Institut, Leica è stata fondata come piccola officina ottica a Wetzlar, in Germania nel 1849. Il fondatore, un meccanico tedesco di nome Carl Kellner, era incuriosito dall'avvento dei microscopi all'epoca e voleva fondare una fabbrica che producesse dispositivi migliori rispetto alla sua concorrenza.
Il suo duro lavoro ha presto dato i suoi frutti quando nel 1851 il suo laboratorio ha guadagnato popolarità per la produzione di microscopi di alta qualità. La produzione e le vendite sono state gravemente colpite negli anni successivi alla morte improvvisa del proprietario nel 1855.
Ernst Leitz entrò a far parte dell'azienda nel 1864 come dipendente e assunse la completa autorità dopo la morte di Frederic Belthle, un apprendista assunto da Carl Kellner. Successivamente aggiunse il suo nome completo al nome dell'azienda nel 1869. Dopo l'immenso successo nel settore dei microscopi, l'azienda aprì il suo primo punto vendita internazionale nella città di New York nel 1892. Sotto il governo di Leitz, il piccolo laboratorio Wetzlar si trasformò in una grande fabbrica e la produzione annuale salì a 4.000 microscopi nel 1890.
Dopo aver stabilito una base di clienti fedeli, Ernst Leitz – Optisches Institut – Wetzlar iniziò a produrre binocoli "Binocle 6x18" nella sua sede di Wetzlar nel 1907, che pose le basi per Leica Sport Optics. Il binocolo è stato successivamente seguito da cannocchiali da osservazione di alta qualità. Negli anni '60, i binocoli Leica avevano guadagnato così tanta ammirazione che la NASA decise di inviare Leica Trinovid sulla Luna a bordo della missione Apollo nel 1969.
Un ingegnere ottico di nome Oskar Barnack si unì a Leica nel 1911 per lavorare sui binocoli. Nel tempo libero e utilizzando le risorse dell'azienda, sviluppò il primo modello funzionante di una fotocamera portatile che utilizzava una pellicola fotografica da 35 mm.
Il dispositivo è stato chiamato Leitz Camera, dal nome dell'amministratore delegato, il dottor Ernst Leitz II. La fotocamera è diventata un successo immediato tra le masse e Leitz l'ha aggiunta ufficialmente alla linea di prodotti dell'azienda. Considerando l'elevata popolarità della gamma di fotocamere Leica, l'azienda è stata ribattezzata Leica nel 1986, utilizzando "Lei" di Leitz e "ca" della fotocamera.

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