Tornio, Arronditrice e Lente da orologiaio, appartenuti a Giovanni Panerai Firenze, circa 1870

Tornio, Arronditrice e Lente da orologiaio, appartenuti a Giovanni Panerai Firenze, circa 1870

Tornio e arronditrice da orologiaio appartenuti, e con ogni probabilità utilizzati personalmente da Giovanni Panerai (1825–1897), capostipite dell’omonimo e leggendario marchio Officine Panerai di Firenze.

A partire dal 1860, Giovanni Panerai fondò, in una piccola celletta situata sulle pile del Ponte alle Grazie, un tempo appartenuta alle monache di clausura de "Le Murate", una bottega specializzata in lavorazioni meccaniche di alta precisione e orologeria, denominata “G. Panerai & C.”. In questo stesso luogo istituì anche la prima scuola per orologiai a Firenze.

In seguito ai lavori di ristrutturazione del ponte, che comportarono la rimozione dei locali presenti, l’attività fu trasferita nell’attuale sede storica di Piazza San Giovanni. Qui Panerai, inizialmente unico riparatore di orologi e pendole della città, divenne rapidamente anche rivenditore di segnatempo prodotti dalle più importanti manifatture svizzere. Spesso questi orologi venivano spediti smontati: era quindi lo stesso Panerai a occuparsi del loro assemblaggio prima della vendita, pratica che consentiva alle aziende di rispondere alla crescente domanda.

I due strumenti qui presentati, verosimilmente acquisiti nella fase iniziale dell’attività presso il Ponte alle Grazie, erano impiegati nella costruzione e riparazione di componenti fondamentali dei meccanismi. La loro importanza era tale che Giovanni Panerai li fece personalizzare con due targhe recanti la dicitura “G. PANERAI & C. – Firenze”. È significativo notare come il carattere tipografico di queste targhe coincida con quello del marchio presente sul vetro della porta del negozio in Piazza San Giovanni, visibile in numerose immagini d’epoca.

Considerando che il tornio a motore elettrico si diffuse solo a partire dal 1895, è plausibile che questi strumenti abbiano accompagnato l’intera vita professionale di Panerai, seguendolo anche nella sede di Piazza San Giovanni fino alla sua scomparsa nel 1897.

I due strumenti sono accompagnati da una missiva rilasciata dal figlio di un importante orologiaio fiorentino, il cui padre fu amico e collaboratore di Guido Panerai (1873–1934), nipote di Giovanni.

Gli strumenti sono corredati da un documento attestante la loro provenienza, rilasciato dal figlio di un orologiaio fiorentino, il cui padre fu collaboratore e amico di Guido Panerai (1873–1934), nipote del fondatore e suo successore alla guida dell’azienda. Il documento è inoltre accompagnato da una cartolina fotografica originale (circa 1930), citata anch'essa nella lettera, che raffigura il laboratorio dell’orologiaio in piazza Duomo, a breve distanza dalla bottega Panerai.

Insieme ai due strumenti è pervenuta anche una piccola lente con testa snodabile e basamento, utilizzata da Giovanni Panerai durante le lavorazioni, perfettamente compatibile per altezza con l’utensile. Questo elemento è ulteriormente impreziosito dal marchio dell’Officina Galileo di Firenze, dettaglio che contribuisce a collocare cronologicamente l’acquisizione degli strumenti: l’azienda utilizzò infatti questa denominazione tra il 1864 e il 1870, prima di assumere quella di “Officine Galileo Firenze”.

Questo set così completo, appartenuto e utilizzato da Giovanni Panerai, rappresenta dunque una testimonianza diretta dell’attività del fondatore di una delle più importanti dinastie italiane dell’orologeria, dalla quale nacque quella che sarebbe divenuta una delle più celebri manifatture di orologi e strumentazione militare al mondo: le Officine Panerai di Firenze, con sede in Piazza San Giovanni 4.

Questi due straordinari reperti storici costituiscono un insieme di eccezionale valore, non solo dal punto di vista collezionistico, ma anche per la loro rilevanza storica e culturale.

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